Sbiancare e smacchiare, quando ci si riferisce ai denti, non hanno lo stesso significato.
Il termine “sbiancamento dentale” indica una tecnica che agisce attraverso la penetrazione nello smalto, mentre lo “smacchiamento” agisce sulla superficie esterna dello smalto. Inoltre, mentre il primo è un processo chimico che altera il colore del dente, il secondo è un procedimento meccanico che ripristina il colore originale.
Smacchiamento con Air-flow
Lo smacchiamento con Air-flow è un metodo di igiene professionale che sfrutta una combinazione di aria, acqua e bicarbonato per eliminare la placca dentale, i depositi molli e le macchie superficiali causate da cibi e bevande sia nelle aree sopragengivali che sottogengivali, limitando così la necessità di utilizzare strumenti elettrici e a mano.
Questo sistema è particolarmente indicato per i fumatori e per coloro che consumano regolarmente alimenti che possono macchiare i denti, come caffè, tè e vino.
L’utilizzo del sistema Air-flow rappresenta un’ottima alternativa al tradizionale sbiancamento dentale, senza coinvolgere alcuna azione chimica sui denti.

Attraverso questa nuova tecnologia è possibile diminuire l’esperienza traumatica legata all’igiene orale professionale tradizionale.
Si tratta di un approccio minimamente invasivo che riduce la necessità di strumentazione meccanica e a ultrasuoni. È sicura, efficace e delicata su denti tessuti molli, impianti e restauri: è efficace e fa risparmiare tempo e si utilizza anche nella prevenzione primaria di carie e parodontite in bambini e adolescent
Come capire se lo sbiancamento che ti hanno fatto è dannoso
Sbiancamento
Lo sbiancamento dentale non deve essere confuso con la pulizia dentale professionale e non può sostituirla in nessun modo. Al contrario, è importante sottolineare che una corretta igiene orale in ambiente ambulatoriale dovrebbe sempre precedere il trattamento di sbiancamento dentale professionale.
Il trattamento di sbiancamento dentale può essere eseguito esclusivamente su pazienti con un’età superiore ai 18 anni, a condizione che non presentino carie, sensibilità dentale o altre patologie del cavo orale. È essenziale effettuare una diagnosi accurata per identificare eventuali problemi legati a decolorazioni o macchie dentali.
Va notato che lo sbiancamento dentale agisce solo sui denti naturali e non produce risultati su protesi, otturazioni o altri materiali restaurativi presenti nel cavo orale.
Il procedimento consiste nell’applicare un gel sbiancante a base di perossido di idrogeno sulla dentatura. Grazie a una fonte luminosa fotoattivante, come lampade LED speciali o apparecchi laser dedicati, il gel sbiancante rilascia ossigeno. Le molecole di ossigeno, assorbite da smalto e dentina, disgregano i pigmenti responsabili delle alterazioni cromatiche dei denti. Nel corso dei giorni successivi al trattamento, si osserva un progressivo cambiamento del colore dei denti, fino a raggiungere la tonalità di bianco pianificata insieme al dentista o all’igienista dentale.
“È importante notare che in alcuni casi, immediatamente dopo il trattamento di sbiancamento dei denti, il paziente potrebbe sperimentare sensibilità dentale. Questa sensazione è temporanea e solitamente scompare entro le 72 ore successive alla procedura."
Ditt. Pascquale Rossi, Igienista dentale

